CENONE DELLA VIGILIA A BASE DI PESCE? Sì, ma attenzione al momento dell’acquisto.

14.12.2016 17:45

Per essere sicuri di non sbagliarsi e di riconoscere che il pesce sia veramente fresco, il Dipartimento Sicurezza Alimentare del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha stilato un utile e pratico vademecum per i consumatori: “PESCE FRESCO, CONSIGLI PER GLI ACQUISTI”. 

 

CONTROLLARE SEMPRE LE ETICHETTE. IN PARTICOLARE, I CARTELLINI ESPOSTI SUI BANCHI DEI MERCATI DESTINATI ALLA VENDITA AL DETTAGLIO: Devono sempre contenere, oltre il prezzo di vendita ,le informazioni previste per legge perché, “raccontando” la storia del pesce offerto in vendita, garantiscono la provenienza naturale dal mare o dall’allevamento, le condizioni di freschezza, perché appena pescato o la provenienza da partite congelate :
- denominazione commerciale della specie (nome comune o scientifico del prodotto); 
- metodo di produzione in particolare, è obbligatorio evidenziare se il pesce è stato allevato o catturato in mare. 
PER IL CONGELATO CONTROLLARE INOLTRE: - la percentuale della glassatura che nel caso di pesce congelato coperto da glassatura, è considerata tara. 
PER IL SURGELATO CONTROLLARE INOLTRE: 
- l'elenco degli ingredienti e cioè delle specie in caso di miscuglio (per es. preparato per risotto alla pescatora); 
- la quantità netta o, nel caso di prodotti preconfezionati in quantità unitarie costanti, la quantità nominale; - il termine minimo di conservazione (TMC) completato dall'indicazione del periodo in cui il prodotto può essere conservato presso il consumatore. 
ATTENZIONE ALL’OCCHIO… L’occhio è l’elemento fondamentale da considerare: deve essere sporgente con la pupilla nera e la cornea trasparente. Ai più esigenti un consiglio tecnico: chiedere al pescivendolo di sezionare la pupilla del pesce, estraendo il cristallino, una piccola sfera simile a una pallina di vetro. Se è trasparente, il pesce è certamente fresco; se è opaco, ha 2-3 giorni; se è scuro, è sicuramente pesce congelato, venduto per fresco. 
… E ALL’ODORE! Deve essere delicato, marino, gradevole e ricordare il profumo del mare. 
OSSERVARE ASPETTO GENERALE E CORPO DEL PESCE. L’aspetto deve essere brillante, metallico e iridescente. Il corpo non deve essere molliccio e flessibile, ma rigido e arcuato; la consistenza delle carni soda, compatta ed elastica; le squame molto aderenti; la pelle avere colori vivi e cangianti; le branchie rosee o rosso sangue prive di muco; costole e colonna aderenti alla parete addominale e ai muscoli dorsali. SCEGLIERE PESCE DI STAGIONE. Il pesce, come la frutta, ha la sua stagione, periodo in cui il prezzo è più conveniente, le proprietà nutritive sono migliori e il sapore più gustoso. Sotto riportiamo la tabella con indicati, specie per specie, i mesi migliori.
Se si pensa di consumare il pesce qualche giorno dopo occorre congelarlo sempre dopo aver eliminato le parti viscerali e le pinne, utilizzando poi un involucro impermeabile all'aria, all'umidità e all'odore come ad esempio i sacchetti di polietilene, adatti per congelare e conservare, facilmente reperibili. Il sacchetto deve essere chiuso bene, eliminando il più possibile l'aria dalla confezione. Il tempo di conservazione cambia a seconda dal contenuto in grassi delle diverse specie di pesce (un pesce grasso come ad es.: sgombro, tonno, salmone è consigliabile non tenerlo in congelatore più di tre mesi mentre un pesce magro come merluzzo, sogliola si conservano bene per oltre sei mesi): è importante quindi porre un'etichetta sulla confezione indicando la data di congelamento.
CONSUMO DI PESCE CRUDO: IL LIMONE NON SERVE A PROTEGGERVI 
Ci sono persone che ancora pensano che basti mettere sul mitile vivo (ostriche, vongole e cozze, per intenderci) qualche goccia di limone per sanare l’eventuale presenza di pericolosi batteri (Salmonella, Escherichia coli) e virus (soprattutto il virus dell’Epatite A). Ebbene, non esiste credenza più ridicola: l’acido citrico NON elimina i microorganismi. Se proprio non si vuole rinunciare al gusto dei frutti di mare crudi si consiglia di comprarli di persona dai rivenditori di fiducia, 

Ecco 7 regole precise da tenere presenti per il consumo di pesce crudo. 
A) Accertarsi che il pesce crudo o poco cotto che si vuole ordinare sia stato acquistato già eviscerato e che abbia subìto un adeguato trattamento termico come imposto dalla legge. 

B) Avere conferma del fatto che il prodotto della pesca che ha subito «bonifica preventiva», una volta scongelato, non sia stato più sottoposto a congelamento/surgelazione. 

C) Abituarsi ad eseguire un attento esame ad occhio nudo del prodotto ittico che si sta per consumare in quanto le larve dei parassiti spesso sono riscontrabili attraverso un attento esame visivo. 

D) Masticare bene e in maniera prolungata ogni boccone al fine di avere maggiori possibilità di sopprimere le eventuali larve presenti e non visibili. 

E) Evitare il consumo di pesce crudo nei ristoranti cinesi “mascherati” da giapponesi nei quali si denotano specifici particolari di allarme (igiene del personale, locali non adeguatamente puliti, scarsa applicazione delle corrette prassi igieniche). 

F) Preferibilmente consumare le specie ittiche a basso rischio di zoonosi quindi evitare lo sgombro, le sardine, le alici marinate, il tonno. 

G) Ricordarsi che l’aceto, il succo di limone ed altri comuni condimenti non hanno alcun effetto sui parassiti eventualmente presenti.