LA LISTA DEI CIBI CHE SONO ASSOLUTAMENTE DA EVITARE...

04.01.2018 11:29

-Ciliegie. Non il frutto ma il nocciolo: questo contiene, infatti, acido cianidrico, un potente veleno largamente presente nel regno vegetale che ostacola il trasporto dell'ossigeno da parte del sangue. L'acido si libera solo se si danneggia il nocciolo con i denti o se lo si ingerisce.|

-Funghi. Da crudi, anche quelli commestibili contengono tossine termolabili (che evaporano cioè in cottura, a circa 80°) che possono creare difficoltà digestive: meglio quindi, -consumarli cotti.

-Noce moscata. Contiene miristicina, una sostanza neurotossica che, se assunta in quantità elevate, provoca allucinazioni e convulsioni. Dosi elevate di questa spezia risultano inoltre tossiche per il feto in gravidanza.

-Pomodori. Elevate quantità di solanina sono contenute in fusto e foglie dei pomodori, che, pertanto, non sono commestibili e vanno scartati.

-Patate. Diverse tossine, come la solanina, sono contenute nei germogli e nella buccia delle patate: ecco perché è bene sbucciarle prima di cuocerle, stando attenti a rimuovere la parte verde (dove la solanina si concentra). Meglio evitare del tutto, invece, le patate che appaiono verdi anche prima di essere sbucciate: contengono infatti valori di solanina.

-Mandorle. Quelle amare andrebbero evitate o consumate in quantità minima. Contengono infatti elevate quantità di amigdalina, una sostanza che nell'organismo produce acido cianidrico (da cui si ottiene il velenoso cianuro).

-Mele. Abbiate cura di rimuoverne i semi: contengono amigdalina, la stessa sostanza tossica presente nelle mandorle amare. Se assunti in elevate quantità (mezza tazza, per un adulto) possono risultare letali; in dosi non letali, provocano sbalzi d'umore, depressione e difficoltà respiratorie.

-Fagioli. Crudi i fagioli sono velenosi: contengono infatti una tossina detta fitoemoagglutinina, i cui sintomi da avvelenamento sono nausea, vomito e diarrea. Prima di cuocerli è bene lasciarli in ammollo per un paio d'ore, ed eliminare poi l'acqua utilizzata prima della cottura.

-Rabarbaro. È comunemente usato in pasticceria (chi non ha mai mangiato le caramelle ottenute dal suo estratto?): ma solo lo stelo di questa pianta è commestibile. Le foglie di rabarbaro sono infatti ricchissime di acido ossalico, una sostanza dagli elevati poteri lassativi che influisce negativamente sulle funzionalità renali.

-Sambuco. Con i suoi fiori si ottengono gustosi sciroppi, e le bacche cotte sono utilizzate per confezionare gelatine e marmellate. Ma fiori e frutti sono le uniche parti commestibili del sambuco (nella varietà Sambucus nigra) le cui parti verdi e la corteccia sono invece velenose. Anche l'eccessivo consumo dei prodotti edibili a base di sambuco è sconsigliabile: potrebbero provocare diarrea.

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